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Compromesso (preliminare) di compravendita: cos’è e perché trascriverlo

Il compromesso per comprare casa: cosa deve contenere, entro quando registrarlo e quali imposte paghi, perché trascriverlo dal notaio e quali tutele ti dà.

Aggiornato il · 5 min di lettura · Redazione Mutuoin360

Il compromesso, o contratto preliminare di compravendita, è il contratto con cui venditore e acquirente si obbligano a firmare più avanti la compravendita definitiva, cioè il rogito. La proprietà passa solo con il rogito. Il preliminare serve quando la vendita non può essere immediata: per esempio perché chi compra aspetta il mutuo, o chi vende aspetta di avere una nuova casa.

Cos’è e in che forma si fa

  • Obbliga entrambe le parti, a differenza della proposta d’acquisto, che impegna solo chi la firma finché il venditore non la accetta.
  • Va fatto per iscritto: per il codice civile il preliminare deve avere la stessa forma del contratto definitivo, altrimenti è nullo (art. 1351). Può essere una scrittura privata, una scrittura privata autenticata o un atto pubblico.
  • Se compri da un costruttore un immobile ancora da costruire, e il titolo edilizio è stato richiesto o presentato dal 16 marzo 2019, il preliminare deve essere fatto dal notaio e trascritto.

Cosa deve contenere

Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, nella guida «Garanzia preliminare», il preliminare deve contenere tutte le clausole di una vendita completa: se si finisce davanti al giudice, valgono le regole scritte nel preliminare, quindi più è preciso, più sei tutelato.

Gli elementi da controllare:

  1. 1
    parti e immobile: indirizzo, descrizione (piano, stanze) e dati catastali aggiornati; è utile allegare le planimetrie catastali;
  2. 2
    conformità catastale: la dichiarazione del venditore che dati e planimetrie del catasto corrispondono allo stato reale della casa;
  3. 3
    prezzo, caparra e acconti, con scadenze e modalità di pagamento (assegni non trasferibili o bonifici); la differenza tra caparra e acconto è spiegata nella guida sulla proposta d’acquisto e la caparra;
  4. 4
    data del rogito e modalità di consegna della casa;
  5. 5
    ipoteche e vincoli: la verifica che chi vende sia il vero proprietario e l’impegno a cancellare eventuali ipoteche prima del rogito;
  6. 6
    regolarità edilizia dell’immobile, da far verificare a un tecnico abilitato;
  7. 7
    condominio: spese non pagate dal venditore e lavori straordinari già deliberati;
  8. 8
    attestato di prestazione energetica: il venditore deve renderlo disponibile all’inizio della trattativa e consegnarlo alla fine;
  9. 9
    se ti serve il mutuo, una condizione sospensiva legata alla sua concessione: come funziona;
  10. 10
    l’eventuale riserva di nomina, se a firmare il rogito sarà un’altra persona (per esempio un familiare).

Registrazione e imposte

Il preliminare va registrato all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma (scheda dell’Agenzia). Se è fatto dal notaio, la registrazione la fa il notaio; altrimenti si può chiedere online con il modello RAP, dall’area riservata del sito dell’Agenzia. Per i preliminari conclusi con un’agenzia immobiliare, la registrazione è un obbligo del mediatore.

Le imposte, secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate sull’acquisto della casa aggiornata a ottobre 2025:

  • imposta di registro fissa di 200 euro, qualunque sia il prezzo;
  • imposta di bollo di 16 euro ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe (155 euro se il preliminare è un atto pubblico o una scrittura privata autenticata);
  • per i preliminari firmati dal 1° gennaio 2025, lo 0,5% sulla caparra confirmatoria e sugli acconti non soggetti a IVA, o l’imposta del rogito se è più bassa;
  • il 3% sulla caparra penitenziale, se prevista.

L’imposta proporzionale pagata su caparra e acconti viene poi scalata dall’imposta di registro dovuta al rogito. Per fare un esempio con cifre tonde: su una caparra confirmatoria di 20.000 euro l’imposta proporzionale è di 100 euro, oltre ai 200 euro fissi e al bollo.

Se compri da un’impresa con IVA le regole cambiano: l’acconto viene fatturato con IVA e per il preliminare si pagano 200 euro per l’acconto e 200 euro per il contratto; la caparra confirmatoria resta tassata allo 0,5%.

Perché trascriverlo

Il preliminare non trascritto produce effetti solo tra te e il venditore. Come spiegano l’Agenzia delle Entrate e il Notariato, il venditore potrebbe comunque vendere la casa a un altro, concedere un’ipoteca o subire un pignoramento: a te resterebbe solo il risarcimento dei danni.

Con la trascrizione nei Registri Immobiliari (art. 2645-bis del codice civile):

  • il preliminare diventa una specie di prenotazione dell’acquisto: la trascrizione del rogito prevale sulle trascrizioni e iscrizioni fatte contro il venditore dopo la trascrizione del preliminare;
  • se il preliminare non viene eseguito, i tuoi crediti verso il venditore (per esempio la restituzione degli acconti o il doppio della caparra) hanno un privilegio speciale sull’immobile (art. 2775-bis del codice civile);
  • secondo il Notariato, hai una tutela specifica anche se il venditore, per esempio un’impresa, finisce in una procedura per insolvenza.

La tutela ha una scadenza: gli effetti della trascrizione cessano se il rogito non viene trascritto entro un anno dalla data fissata per firmarlo e comunque entro tre anni dalla trascrizione del preliminare.

Da sapere: registrazione e trascrizione sono due cose diverse. La registrazione all’Agenzia delle Entrate è obbligatoria e serve a pagare le imposte; la trascrizione nei Registri Immobiliari, tramite notaio, è ciò che rende il preliminare opponibile ai terzi, cioè efficace anche verso chi non l’ha firmato. Un compromesso solo registrato non ti protegge da vendite o ipoteche successive.

Come si trascrive e quanto costa

Per trascrivere il preliminare serve il notaio: il contratto deve essere un atto pubblico o una scrittura privata autenticata. Il notaio deve trascriverlo entro 30 giorni dalla firma, ma conviene farlo subito, perché la tutela parte dal giorno della trascrizione.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, rispetto a un preliminare non trascritto si pagano in più l’imposta ipotecaria di 200 euro e le tasse ipotecarie di 35 euro, oltre al bollo di 155 euro e all’onorario del notaio, da concordare con un preventivo scritto.

Sempre secondo il Notariato, la trascrizione è tanto più opportuna quanto più:

  • è lungo il tempo tra preliminare e rogito;
  • sono alti la caparra o gli acconti;
  • è alto il rischio di azioni di terzi contro il venditore, per esempio quando chi vende è un’impresa.

Se una parte non rispetta il preliminare

Se una parte si rifiuta senza motivo di firmare il rogito, secondo il Notariato l’altra può:

  • chiedere al giudice una sentenza che produce gli effetti del contratto non concluso (art. 2932 del codice civile);
  • chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno;
  • se c’è una caparra confirmatoria, recedere e trattenerla o chiederne il doppio.

Quale strada scegliere dipende dal caso concreto: serve il parere di un notaio o di un avvocato.

Per il percorso completo, dalla proposta al rogito, leggi la guida comprare casa a Napoli passo passo.

Fonti ufficiali

Informazioni di carattere generale, aggiornate alla data indicata: non sono una consulenza sul tuo caso. Le regole possono cambiare: verifica sempre sulle fonti ufficiali.

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Domande frequenti

Il compromesso va registrato?

Sì, all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma. Si pagano l’imposta di registro fissa di 200 euro, l’imposta di bollo e, per i preliminari firmati dal 1° gennaio 2025, lo 0,5% su caparra confirmatoria e acconti non soggetti a IVA, che poi viene scalato dalle imposte del rogito.

Trascrivere il preliminare è obbligatorio?

Di regola no: è una scelta delle parti e richiede l’intervento del notaio. È obbligatorio quando un costruttore promette in vendita a una persona fisica un immobile da costruire, se il titolo edilizio è stato richiesto o presentato dal 16 marzo 2019.

Quanto costa trascrivere il preliminare?

Secondo l’Agenzia delle Entrate, oltre all’imposta di registro si pagano l’imposta di bollo di 155 euro, l’imposta ipotecaria di 200 euro e le tasse ipotecarie di 35 euro. A queste si aggiunge l’onorario del notaio, da concordare con un preventivo scritto.

Per quanto tempo vale la trascrizione del preliminare?

Gli effetti cessano, come se non ci fossero mai stati, se il rogito non viene trascritto entro un anno dalla data fissata per firmarlo e comunque entro tre anni dalla trascrizione del preliminare.